Evoluzione della musica del Tango Argentino

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La musica del Tango Argentino ha dalla propria parte un vastissimo repertorio di registrazioni a riprova della sua sorprendente evoluzione dagli inizi dello scorso secolo fino a oggi. Nel tempo anche le orchestre si sono trasformate nel modo di suonare, nella tipologia e nella quantità di strumentazione impiegata.
Tra la fine dell’800 e i primi del 900 a Buenos Aires ci fu un notevole flusso migratorio, sia dall’Europa, sia interna dalla campagna (pampa) verso la città. Da questo crogiolo di culture nacque la musica del Tango che si suonava per strada con strumenti trasportabili, più precisamente con chitarra, violino e flauto.

GUARDIA VIEJA

Questo primo periodo del tango, denominato Guardia Vieja, fu segnato a inizio secolo dall’arrivo del Bandoneon, un organetto portatile inventato in Germania a metà del 1800. I musicisti di questa epoca svolgevano altre professioni lavorative, con una preparazione musicale amatoriale si dedicavano a suonare nel tempo libero. Una prima svolta arrivò con l’introduzione del pianoforte che, andando a sostituire la chitarra, portò le orchestre ad essere meno nomadi, più stabili.
Il 1911 fu l’anno delle prime registrazioni di tango con la delineazione della cosiddetta Orchestra Tipica di Tango formata da 2 bandoneones, 2 violini e pianoforte. La musica del tango Argentino iniziò così ad acquisire notorietà, in special modo a Parigi, e a essere maggiormente accettata nella stessa Argentina.
Da musica fortemente popolare ci si iniziò a orientare verso una musica più ricercata e raffinata. Il flauto, che fece anche lui parte delle prime registrazioni, fu sostituito dal contrabbasso sulle esigenze sonore della nuova platea che si andava via via formando.

GUARDIA NUEVA

Arrivati alla fine degli anni ’10, il Tango si indirizzò sempre più verso una forma orchestrale creando le basi a un nuovo modo di fare musica. Grazie a musicisti sempre più preparati, ci si lasciò alle spalle il Tango delle origini andando a fondare la cosiddetta Guardia Nueva.
Questo passaggio è segnato in particolar modo dall’introduzione dell’Arreglo (arrangiamento) da parte di Julio De Caro a metà degli anni ’20.  La struttura dei brani si andò così ad arricchire grazie a una maggiore sperimentazione, gli strumenti iniziarono ad alternarsi alla parte solistica e a dialogare tra loro.
Composte da ancora più musicisti, le orchestre di questo periodo seguivano due differenti scuole di pensiero nel modo di fare musica. La corrente tradizionalista (con orchestre come F.Canaro, Firpo, Donato, Lomuto) prediligeva una base più classica con meno sperimentazione. La corrente evoluzionista invece (con appunto De Caro e anche Fresedo e Cobiàn) dava più spazio alla ricerca della novità con sperimentazioni anche nella modalità di esecuzione.

L’EPOCA DE ORO

Dagli anni ’30 in poi si entrò nel periodo più florido del Tango Argentino con sempre più musicisti, interpreti e orchestre famose. In questo momento storico detto Epoca de Oro, il Tango come musica da ballo raggiunse l’apice creativo. Gli stili degli artisti continuarono a differenziarsi, fu un momento di grandi cambiamenti e opportunità.
Molti si distinsero nella capacità di trasformare e reinterpretare vecchi brani per lo più scritti da Villoldo, Arolas e Bardi. Ci fu chi, come Troilo e Manzi, ridiede ai cantanti un ruolo primario, altri, come Pugliese, esplorarono nuove vie espressive reinventandosi negli anni. Tantissimi i direttori musicisti degni di nota: Di Sarli, D’Arienzo, Calò, Biagi e De Angelis per citarne alcuni. Da questa Epoca arriva la stragrande maggioranza dei brani che si ascoltano e ballano durante gli eventi di tango, dobbiamo molto a tutti loro.

EVOLUZIONE DELLA MUSICA DEL TANGO DAL DOPOGUERRA AI GIORNI NOSTRI

Con la crisi economica del dopoguerra e la caduta del primo governo Peron l’evoluzione della musica del Tango subì un brusco rallentamento. La chiusura di molti locali, come anche di diverse scuole, causarono un minor interesse per la musica da ballo. Questo spinse i musicisti a preparare una musica più d’ascolto destinata a un pubblico selezionato nei club e nelle sale da concerto. Prese vita così la corrente d’Avanguardia che, senza rinnegare le radici storico culturali,  portò una ventata jazzistica nel mondo del Tango. Il suo pioniere Astor Piazzolla venne aspramente criticato in patria per aver abbandonato le tradizioni con la sua musica così lontana dalle Milonghe.
Un nuovo riavvicinamento all’ambiente di ballo si ebbe alla fine del secolo con la formazione di gruppi orchestrali di Tango contemporanei. Questi, molti dei quali ancora in attività, sono composti da musicisti, arrangiatori e compositori che raccolgono l’eredita delle orchestre dell’Epoca de Oro utilizzando uno stile rinnovato e moderno. Sempre a cavallo tra il vecchio e nuovo secolo, la musica del Tango subì una contaminazione anche da parte di strumenti musicali elettronici. Con l’introduzione di percussioni e suoni sintetici, la musica del Tango Elettronico si avvicina agli ascolti di tutti i giorni e riesce a destare un particolare interesse anche in chi non balla.

VITA DA TANGODJ

Pescando in così tanta musica, i Musicalizadores (TDj o Deejay del Tango) hanno la loro bella gatta da pelare nell’accontentare i gusti di tutti i presenti in sala. Inoltre dovranno fare attenzione a selezionare brani “ballabili”, ovvero che un abile Tanguero (ballerino di Tango Argentino) possa cimentarvisi scendendo in pista anche senza conoscerli.
Perfino alle proposte di musica più moderna o elettronica bisognerà fare attenzione perché un uso “eccessivo” potrebbe far storcere il naso ai più tradizionalisti. E lo stesso dicasi per chi predilige ascolti di Tango più recente nei confronti di eventi con musica “troppo classica”.

E tu preferisci la musica di Tango vecchio stile o più moderna? Vai sul sicuro e balli solo brani che conosci o provi anche quelli mai sentiti? Hai un TDj preferito che segui a ogni evento per le sue scelte musicali o non ci badi e ti sai adattare bene alle varie Tandas?
Scrivicelo nei commenti e raccontaci le tue esperienze!

 


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Ciao, sono Luca

Sono un ballerino di Tango Argentino con la passione per il cibo, la musica e le attività all’aria aperta. Mi piace scrivere canzoni e cantare, insegno tango tra Padova e Vicenza.